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L’intervento chirurgico del
ripristino della tonicità e gli interventi nuovi
Sul viso, il processo di invecchiamento
causa atrofia della pelle e degli strati sottostanti, mentre
l’effetto della forza di gravità causa un cedimento
dei tessuti del viso in senso verticale dando luogo ad un
eccedenza di pelle che casca verso il basso. Il risultato
finale è la perdita della tonicità del volto
e lo spostamento poco estetico di volume da alcuni punti del
viso verso altri, come sotto la mascella e sotto gli occhi.
I lifting tradizionali non rimediano al problema della perdita
di tonicità; al contrario, fanno esattamente l’opposto,
rimuovendo parte dei tessuti. Un esempio chiaro lo si ha nelle
comuni operazioni alle palpebre in cui, per migliorare le
“borse” sotto gli occhi, viene asportato il grasso.
Questo intervento può inizialmente migliorare l’aspetto,
aspetto che è inevitabilmente destinato a deteriorarsi
col tempo, tendendo a generare un’espressione “scheletrica”
man mano che il paziente invecchia e perde altra massa grassa
dal viso. Il lifting tradizionale tenta di correggere questo
problema tirando la pelle in direzione laterale, dando luogo
al ben noto aspetto “tirato”, tipico di questo
intervento.
In sostanza, l’invecchiamento causa
una perdita di volume e l’obiettivo finale del ringiovanimento
del viso deve essere pertanto quello di ripristinare il volume
perso. Questo è il motivo per cui il viso di una donna
incinta è così bello: è il volume a renderlo
più florido! E questa è anche la ragione per
cui persone meno giovani e leggermente sovrappeso sembrano
più giovani di persone magre della stessa età
(almeno in questo caso “grasso è bello”!).
Per evitare il problema di una chirurgia
estetica troppo visibile sono state elaborate diverse nuove
tecniche operatorie: l’AMR (inserimento di cuscinetti
di grasso) per la palpebra inferiore consente al medico di
ridare forma alla massa grassa presente in questa zona dell’occhio
e di bloccarla nel punto giusto, invece di rimuoverla. In
questo modo si dona al paziente un aspetto più armonioso,
evitando “l’aspetto scavato” che è
normalmente conseguenza di un intervento tradizionale alle
palpebre.
Il Lifting Verticale, ripristinando il
volume nella parte superiore del viso e ridando forma ai tessuti
sottocutanei profondi lungo una direttrice verticale, offre
un risultato molto più naturale. L’operazione
elimina anche le cicatrici visibili e permette tempi di recupero
significativamente più brevi rispetto alle tecniche
tradizionali: un vantaggio importante per donne e uomini che
hanno agende fitte di impegni.
Il riposizionamento di pelle e massa
grassa completano questa tecnica chirurgica aggiungendo volume
nei punti in cui è necessario. Il ripristino della
tonicità ed il Lifting Verticale sono le nuove tecniche
che permettono al medico di ringiovanire un viso in un modo
più naturale.
Il lifting abbinato: Si adottano,
modificano e associano tecniche diverse per migliorare in
modo esponenziale i risultati del lifting facciale - Renato
Calabria, M.D.
Tutte le singole tecniche attualmente
utilizzate per il ringiovanimento facciale non riescono al
100 per cento a creare un aspetto naturale e più giovane,
malgrado tutte abbiano in comune il principio della correzione
tridimensionale. La ragione é dovuta ad un motivo complesso,
ovvero al fatto che esiste più di una soluzione. Varie
tecniche possono correggere un difetto o migliorare una zona
della faccia, e peggiorarne delle altre. Questo può
succedere per esempio utilizzando il metodo subperiosteo per
migliorare la piega nasolabiale o la tecnica SMAS per ridistribuire
i volumi facciali.
Riteniamo che ogni tecnica possa risolvere
un problema specifico, ma unendo varie tecniche si possono
aumentare esponenzialmente i risultati.
Il nostro approccio al ringiovanimento
facciale segue questo principio.
La struttura facciale viene in primo luogo
esaminata e modificata, se necessario, aggiungendo degli impianti
in zone specifiche come il mento e le guance, dove l'incremento
strutturale è fondamentale. Un’elevazione endoscopica
della fronte con l’aumento volumetrico della fronte
con tessuto autologo permette l'accesso alla parte centrale
della faccia attraverso un'incisione a livello gengivo-orale.
Un'elevazione subperiostea modificata e l’imbrigliatura
del cuscinetto adiposo delle guance ristabilisce il volume
e neutralizza gli effetti di un’eccessiva tensione nel
centro della faccia. Una vasta dissezione sovraplatismatica
di un lembo cutaneo e la sua elevazione permette così
il rilascio di tutti legamenti e di mettere a nudo il platisma.
Il riposizionamento del platisma, mediale e laterale, ristabilisce
i profili del collo. Una sollevazione del cuscinetto adiposo
delle guance ammorbidirà il solco nasolabiale. Una
doppia blefaroplastica con conservazione del grasso presente
migliorerà la zona nasogiugulare e periorbitale. Un
doppia sutura della pelle con lembi di derma minimizzerà
l'effetto della tensione sulle cicatrici ipertrofiche.
Il facelift abbinato offre un approccio
globale al ringiovanimento facciale, laddove la combinazione
e la modifica di alcune delle tecniche più comuni migliorano
in modo esponenziale i risultati finali, specialmente a livello
tridimensionale.
Per maggiori informazioni sull’argomento
prego contattare il dott. Calabria.
Per vedere le immagini effettuate
con questa tecnica prima e dopo l’intervento, andare
alla galleria fotografica.
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